15.11.2018

Guida alle classi antieffrazione: come riconoscere un infisso sicuro ed efficace?

Prima di procedere all’installazione di un infisso, diventa importante la scelta di un prodotto efficace per la sicurezza della propria casa. Il primo step è quello di valutare l’opportuna classe antieffrazione.

Un sistema di sicurezza passivo è un ottimo deterrente per i malintenzionati, i quali possono approfittare delle situazioni più carenti per subentrare nell’abitazione grazie ad assenza di grate e serramenti blindati. Dopo una panoramica completa sulle classi di effrazione è chiaro quanto sia importante sviluppare un sistema di sicurezza passivo su misura per il tipo di abitazione e il contesto in cui è inserita. La combinazione di più prodotti può ad esempio allungare di molto i tempi del tentativo di scasso, inducendo il malvivente ad arrendersi.

Ecco la lista delle classi secondo la norma UNI 1627:2011

La norma indica i requisiti di classificazione in base a test di resistenza all’effrazione condotti su porte, finestre, inferriate e persiane.  La classificazione va da 1 a 6 in una scala di valori crescenti: ad esempio un prodotto in classe 6 è più sicuro, mentre in classe 1 risulta meno sicuro ai tentativi di scasso. Per le abitazioni dei privati, la classe 3 può essere considerato il giusto compromesso. La differenza tra le singole classi anti-effrazione crescenti è legata agli arnesi utilizzati per il tentativo di scasso e all’atteggiamento del ladro.

Classe 1

Lo scassinatore occasionale prova a scassinare una porta, una finestra o l’oscurante chiuso con l’aiuto di piccoli attrezzi e forza fisica. Di solito il ladro non conosce la reale resistenza del prodotto, ma è attento ai tempi, sensibile ai rumori e non vuole correre potenziali rischi.

Classe 2

Il ladro può provare a scassinare la finestra o la porta con l’aiuto di attrezzi da lavoro come cacciaviti, tenaglie o cunei. Ha conoscenze base sulla resistenza del sistema di sicurezza, è molto attento ai tempi, sensibile ai rumori e non vuole correre alcun rischio elevato. Allo stesso tempo, non porta con sé utensili meccanici in grado di perforare.

Classe 3

Lo scassinatore cerca di entrare usando un piede di porco e contestualmente un cacciavite, utensili manuali e strumenti di perforazione meccanici che consentono di danneggiare i dispositivi di chiusura. Possiede delle conoscenze generali sulla tenuta del prodotto. Anche se attento ai rumori ai tempi tecnici è disposto a correre rischi di media entità.

Classe 4

Lo scassinatore esperto si serve anche di martelli, accette, scalpelli e trapani portatili a batterie. Può correre un rischio più elevato, pertanto è meno sensibile ai rumori.

Classe 5 

Il malintenzionato esperto utilizza attrezzi elettrici come trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di 125 mm di diametro, i quali aumentano le possibilità di effrazione. Questo tipo di ladro è abbastanza motivato, ben organizzato, poco sensibile ai rumori e disposto a sostenere rischi notevoli.

 

Classe 6

Lo scassinatore esperto utilizza attrezzi elettrici di grande potenza, come trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di 230 mm di diametro, ossia strumenti con un alto livello di efficacia anche se usati da un singolo. È molto organizzato e decisamente motivato, e per questo i rumori non sono una sua preoccupazione.