08.07.2019

L.A. Home: la casa dell’accessibilità sul Garda

Abbiamo fatto due chiacchiere con Cristina Sandrini, titolare del bed and breakfast L.A. Home di Moniga del Garda.

Come avevamo già raccontato, Bocchio Solutions ha condotto un importante lavoro presso la struttura che ospita il bed and breakfast, che era precedentemente un asilo. A causa di una scossa che provocò l’abbandono della struttura nel 2012 per motivi di pericolosità sismica, Cristina e famiglia decisero così di candidarsi al bando pubblico ed acquistare la struttura per farne appunto un B&B.

Non una semplice struttura turistica, però: L.A. Home è infatti dotata di servizi d’accessibilità per i soggetti affetti da disabilità. Una componente fondamentale per offrire ai propri ospiti un servizio d’avanguardia, che sul lago di Garda è praticamente assente nella maggior parte delle attività esistenti sul territorio. Ma cosa vuol dire accessibilità e da dove è nata l’idea di offrire agli ospiti un’esperienza differente dalle altre? Ma soprattutto, visto che parliamo anche di interventi strutturali, quanto è stato importante il lavoro di Bocchio Solutions?

 

Buongiorno Cristina, L.A. Home è un progetto pianificato senza barriere architettoniche a misura degli ospiti che si muovono su sedia a rotelle: come le è venuta questa idea?

Tutto è iniziato quando sette anni fa venne diagnosticata una disabilità a nostro figlio Leonardo, nello specifico un’atrofia muscolare spinale di tipo 2. È una malattia genetica neuromuscolare che non permette di camminare e necessita di ambienti accessibili. A quel punto, abbiamo cominciato a mettere in discussione la casa in cui vivevamo: anche lì Bocchio Solutions aveva progettato i serramenti, ma mancava una vera e propria accessibilità per la vita quotidiana di nostro figlio. Nel 2015 abbiamo così deciso di partecipare ad un’asta pubblica per l’acquisto dell’asilo di Moniga, da alcuni anni dismesso per motivi di natura sismica. Dopo aver vinto il bando e acquistato l’immobile, abbiamo capito che avremmo dovuto andare incontro alle esigenze di tutti: quelle di nostro figlio e quelle di altri turisti affetti da disabilità. Da qui, il nome della struttura: L.A. Home sta per Leonardo Andreoletti Home. Ecco che, grazie al lavoro di Bocchio, abbiamo dato via agli interventi necessari per mettere in piedi il nostro progetto.

 

L’accessibilità agli spazi e l’accoglienza famigliare sono i due punti di forza di questo luogo: quanto è importante questo aspetto in strutture ricettive come la vostra?

Le barriere architettoniche limitano la mobilità delle persone disabili: questo elemento è di per sé discriminatorio perché esclude in partenza una determinata categoria di persone. Da questo punto di vista, abbiamo subito fatto nostro il concetto di accessibilità perché riteniamo fondamentale servizi di questo tipo in un territorio come il nostro. Come ho detto prima, la nostra accoglienza famigliare è dettata dal fatto che le nostre esigenze di accessibilità sono le stesse di molti nostri ospiti. Quest’ultimi ci lasciano sempre ottime recensioni e c’è un alto tasso di soddisfazione nel nostro servizio. Questo è un motivo d’orgoglio ma soprattutto la dimostrazione del nostro buon lavoro.

 

La questione delle barriere architettoniche è diventato un tema importante quando si parla di turismo sul Garda. Cosa manca al nostro territorio per soddisfare al meglio questa esigenza?

Basti pensare al fatto che nel comune di Moniga non ci sono praticamente attività che vanno incontro a queste esigenze. Provando sulla nostra pelle questa mancanza, posso dire che il nostro territorio ha ancora molta strada da fare. Qualunque struttura dev’essere accessibile a chiunque, è un ampliamento del servizio ormai diventato necessario. Sul Lago di Garda c’è una grandissima ondata di turisti ma, paradossalmente, non esiste ancora una vera e propria cultura dell’accessibilità. Il nostro B&B si pone come portatore di questo messaggio.

 

Perché L.A. Home rappresenta un passo importante per il problema dell’accessibilità?

Fin da quando abbiamo vinto il bando e acquistato l’edificio, abbiamo subito iniziato a pensare come renderlo perfetto per andare incontro alle esigenze di ogni categoria. Nella nostra struttura non ci sono solo disabili come li intendiamo generalmente, ma anche sopravvissuti ad incidenti per esempio. Ogni persona, da noi, si deve sentire come se fosse a casa. Il riscontro delle persone è molto positivo, e questo ci rende molto orgogliosi.

 

Cosa ci può raccontare sullo stile del vostro edificio?

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di suddividerlo in poche camere grandi e non tante piccole. L’accessibilità ha come requisito fondamentale che i disabili si possano muovere in libertà, quindi abbiamo messo in atto diversi accorgimenti che soddisfacessero questo aspetto. L’importante è sempre rendere confortevole il soggiorno: letti alti almeno 15 cm da terra, spazi rivalorizzati, sollevatore per piscina esterna, sedie comode, bagni spaziosi con i maniglioni e un punto lavaggio accessibile, accessori da bagno posizionati all’altezza adeguata, porte larghe un metro e uscite da un metro e mezzo (progettate e installate da Bocchio Solutions appunto), assenza di gradini dal garage alla casa. Anche le cucine degli appartamenti sono accessibili, mentre passare dalla sedia a rotelle ad altre postazioni è facile e confortevole. Lo stile della struttura è legato all’aspetto del bello unito a quello della funzionalità, e da questo punto di vista il lavoro di Bocchio è stato determinante. In merito a questo abbiamo ricevuto molti apprezzamenti: Telethon, il Corriere della Sera, Esse.

 

Come la presentate nel vostro sito ufficiale, L.A. Home è “a beautiful surprise”. Ci spiega il perché?

“A beautiful surprise” perché la nostra casa è stata fin da subito una sorpresa per tutti. Dopo tre anni di cantiere che ha creato fastidi e dibattiti (anche politici) in tutto il comune, la bellezza della struttura ha sorpreso tutti, anche chi era rimasto fortemente affezionato allo storico asilo di Moniga ed era un po’ diffidente riguardo a quello che sarebbe sorto successivamente.

 

Cinque aggettivi per descrivere la vostra attività?

Sorprendente, rilassante, confortevole, elegante e ovviamente accessibile.